Gli adolescenti sono impegnati in un compito vitale e delicato: si confrontano con l’opportunità di scoprire chi sono e di diventare sé stessi. Con i loro comportamenti ed atteggiamenti, sono spesso difficili: difficili da incontrare, da comprendere e da aiutare.

L’Adolescenza: un Periodo di Grandi Cambiamenti e Sfide

Ci impegniamo per provare a incontrarli davvero, là dove sono, costruendo con loro un dialogo che li coinvolge, li interroga e li rende soggetti protagonisti del lavoro con noi e della loro vita.

ragazzi devono affrontare compiti evolutivi complessi: conoscere e definire la propria soggettività, il rapporto con sé stessi e con il proprio corpo, la relazione con gli altri.

Li vediamo stesi sul divano, rintanati in camera o nei social, perduti nel gruppo…ci sembrano così assenti… e lo sono. Dall’esterno tutto può apparire immobile o eccessivamente frenetico ma loro sono impegnati nel tentativo di portare avanti il proprio percorso di crescita.

Il momento è molto fertile, ma anche estremamente complesso e delicato: per questo i ragazzi possono ritrovarsi, in modo inaspettato e inconsapevole, a fare i passi sbagliati, mettendo a rischio la loro crescita fisica, psicologica e sociale.

Dubbi su sé stessi, impasse nella prestazione scolastica, sociale o relazionale, tensioni con i genitori e con l’ambiente scolastico possono compromettere la serenità dell’adolescente e della sua famiglia. Tali manifestazioni di disagio, più o meno allarmanti, ci segnalano la difficoltà che i ragazzi incontrano nell’affrontare questa fase così delicata della loro crescita.

I GENITORI DI FRONTE AI FIGLI ADOLESCENTI

“Con chi chatta tutto il tempo? Dobbiamo cambiarlo di scuola? Sono preoccupata, chi è diventato nostro figlio? Che vergogna, solo in colloquio con il docente ho scoperto il  4 che gli ha dato l’altro giorno! Perché non mi ascolta? Cosa gli passa per la testa? Gli sta succedendo qualcosa? Cosa gli ho fatto?”

I genitori che arrivano da noi ci portano tante domande: domande che rimbalzano nella loro mente e che sembrano essere prive di interlocutori. Quando arrivano presso il nostro Centro di psicoterapia ci dicono: “che fine ha fatto mio figlio? Mi sembra di non riconoscerlo più e ogni mia parola sembra cadere nel vuoto”.

Tutto questo può allarmare un genitore, deluderlo o perfino infastidirlo, ma non bisogna fare l’errore di lasciare i ragazzi completamente a sé stessi.

Se guardando i nostri figli ci sentiamo preoccupati o abbiamo il dubbio che con i loro comportamenti stiano segnalando una difficoltà nell’affrontare questa fase della crescita possiamo decidere di chiedere aiuto: un primo passo difficile per ogni genitore, ma importante per chiarire innanzitutto a sé stessi che cosa sta accadendo e come si può avvicinare il proprio figlio adolescente.

Ecco alcuni campanelli di allarme che possono spingerci a consultare uno specialista:

  • Se i nostri figli manifestano delle difficoltà crescenti in una o più delle seguenti aree: in ambito scolastico, nelle relazioni sociali, nella cura di sé
  • Se emergono comportamenti di ritiro o isolamento dalle relazioni sociali
  • Se abbiamo la sensazione che abbiano perso ogni aggancio con noi o con qualche altro adulto significativo e di fiducia
  • Se mettono in atto comportamenti che possono metterli a rischio
  • Se percepiamo in noi stessi o nei nostri figli un livello di malessere elevato

CRESCERE ADOLESCENTI

Gli adolescenti, con i loro comportamenti ed atteggiamenti, sono spesso difficili: difficili da incontrare, da comprendere e da aiutare.

Occorre provare a raggiungerli là dove sono. Non è semplice, ma è quello che ci impegniamo a fare nel nostro lavoro quotidiano con gli adolescenti: partiamo dal riconoscimento della complessità di questo avvicinamento e lavoriamo per costruire uno spazio di accoglienza “su misura”. 

Accogliamo i ragazzi con un dialogo che li coinvolge, li interroga, li rende soggetti protagonisti del lavoro con noi e della loro vita. Siamo e restiamo degli adulti estranei alle loro dinamiche quotidiane: rappresentiamo dunque per loro una presenza più neutra, capace di raccogliere ciò che si agita nella mente e nel corpo per poi accompagnare e sostenere la funzione del pensiero.   

Anche i comportamenti che sembrano dannosi o controproducenti possono essere dei tentativi di rispondere alle richieste avanzate da un nuovo corpo e da una nuova mente. Spesso si tratta di lavorare insieme ai ragazzi per trovare modi più efficaci e meno pericolosi per affrontare i compiti di sviluppo dell’adolescenza.

Presso il Centro di Psicologia Clinica e Psicoterapia Controvento abbiamo l’obbiettivo di rendere l’incontro dei ragazzi con lo psicologo lo spazio in cui si sostiene l’autonoma ripresa del loro percorso di crescita.  

COSA FAREMO INSIEME

La costruzione del primo momento di incontro con gli adolescenti è una questione molto delicata: sbagliare la mossa di apertura può significare perdere l’occasione di incontrarli. Per questo, durante la prima telefonata con il genitore, lo psicologo raccoglie poche informazioni fondamentali per capire se, in base alle caratteristiche della specifica situazione, sia più utile iniziare con alcuni colloqui con i genitori o se sia più opportuno incontrare inizialmente l’adolescente.

Dopo l’avvio, si procederà con un breve progetto di consultazione in cui potranno essere ascoltati sia i genitori che il ragazzo, di solito separatamente.

L’obiettivo di questi primi colloqui di consultazione sarà quello di trovare nuove chiavi di lettura per comprendere i significati delle problematiche presentate. Questo renderà possibile l’identificazione della tipologia di intervento più adeguata per rispondere alle specifiche difficoltà del ragazzo e dei suoi genitori.

Le nostre prestazioni

Colloqui di consulenza e valutazione

Sostegno e accompagnamento psicologico

Psicoterapia per adolescenti

Emdr adolescenti

Consulenza e formazione per insegnanti

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“Sempre andare controvento. Solo così è possibile alzarsi in volo”
– Jim Morrison –